Il Muos va alla sbarra

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Muos: 7 persone a giudizio a Caltagirone perché i lavori sarebbero stati realizzati senza autorizzazione in un’area di inedificabilità assoluta e per violazione del decreto di istituzione della riserva della Sughereta

di Alessio Di Florio

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L’opposizione al mega impianto satellitare MUOS continua a portare a casa risultati sempre più rilevanti. Come già riportato da Popoff varie vittorie sono avvenute nelle aule dei tribunali civili. Ora si approda anche nelle aule. Ha reso noto nelle scorse ore l’Associazione Antimafie Rita Atria di aver ricevuto, insieme ad altri soggetti, “il decreto di citazione diretta a giudizio avanti il tribunale di Caltagirone in relazione al procedimento sul Muos di Niscemi”. La prima udienza è stata fissata al 20 maggio prossimo, “il Muos è pubblicamente sotto processo” sottolinea l’associazione definendola “una notizia che ci riempie di soddisfazione e che premia l’impegno dell’Associazione Antimafie Rita Atria a tutela della Pace, della salute pubblica e dell’Ambiente”.

La notifica è stata inviata anche a Comune di Niscemi, Regione Sicilia, Movimento No Muos Sicilia e Legambiente.

Antonio Mazzeo, che da anni segue le vicende del Muos, ha riportato maggiori dettagli. 7 sono le persone chiamate in causa: il dirigente della Regione Giovanni Arone che ha firmato le due autorizzazioni del 2011, il presidente del consiglio di amministrazione della Gemmo Impianti (la società che ha avuto l’assegnazione dei lavori di costruzione del Muos il 26 aprile 2007) Mauro Gemmo, la titolare della Lageco Adriana Parisi che ha costituito un’Associazione temporanea d’imprese chiamata Team Muos Niscemi che si è aggiudicata l’appalto con la Gemmo, il direttore dei lavori Giuseppe Leonardi e i legali rappresentanti delle ditte subappaltatrici Calcestruzzi Piazza, Concetta Valenti, P.B. Costruzioni, Carmelo Puglisi, e C.R. Impianti, Maria Rita Condorelli. Tra le persone citate ci sarebbe anche Mark Andrew Gelsinger che, per conto della Marina militare USA affidò i lavori ma, in base agli accordi Italia-Usa, non può essere processato in Italia e comparirà a giudizio negli USA. “I lavori del MUOS sono stati eseguiti senza la prescritta autorizzazione assunta legittimamente o in difformità di essa, e insistono su beni paesaggistici, all’interno della riserva naturale orientata di Niscemi in zona A, di inedificabilità assoluta, in violazione delle prescrizioni del decreto istitutivo e del regolamento inerente” le accuse della Procura di Caltagirone già messe per iscritto nell’ordinanza di sequestro della primavera scorsa.

In queste ore Nello Musumeci, presidente della Commissione Antimafia dell’Ars(l’Assemblea Regionale Siciliana), ha pesantemente criticato Crocetta in relazione all’avvio dei test del Muos il 9 marzo (e che dovrebbero concludersi l’11 marzo). “Hanno acceso il Muos a Niscemi. Dicono si tratti di test sulle emissioni. Diranno che non fa male e nessuno ci crede – afferma il deputato siciliano – siamo in guerra ed esattamente come i droni da Sigonella, che partono senza che il Parlamento sia mai stato investito della scelta di partecipare ad operazioni militari, si accende anche il Muos per erigere un monumento alla nostra sovranità violata. Che senso ha progettare il futuro di un territorio e di un popolo se non siamo neppure capaci di salvaguardare la salute dei nostri concittadini? Ps: Crocetta tace. Ma anche questa non è una novità”.



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