Claudio Lolli: «Non sentite che grande freddo c’è la fuori?»

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Lolli e i suoi musicisti raccontano il progetto del nuovo disco. Il 2017 sarà l’anno del Grande freddo?

di Claudio Lolli

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“La vita ha una guida sportiva
pochissimo freno soprattutto in discesa
non suona mai in curva e non sai dove arriva
ti vuole far sempre una bella sorpresa…”


Questa è la prima strofa di “La fotografia sportiva”, uno dei brani del nuovo disco di Claudio Lolli che arriverà tra poche settimane grazie al successo del crowfounding in corso e che Popoff invita a sostenere. Scrive Danilo Tomassetta, sax degli “Zingari felici”, la favolosa suite del ’76: «Nel caso di un disco di Claudio non viene da pensare a singoli apripista dell’album, ma è indubbio che alcuni pezzi hanno un appeal immediato e forse le carte in regola per finire programmati sulle radio nazionali. Tra questi personalmente includo senz’altro LA FOTOGRAFIA SPORTIVA, che mi piace un sacco già nella sua versione demo fatta in casa senza ritmica e con mezzi poveri. Tutti noi del gruppo portante del Grande Freddo non vediamo l’ora di inciderla in studio e diffonderla».
Ancora: «Per noi questo inizio del 2017 sarà caratterizzato dalle sessioni di registrazione dei brani del GRANDE FREDDO – scrivono Tomassetta, i chitarristi Roberto Soldati e Paolo Capodacqua, e lo stesso Claudio Lolli – è una cosa che ci coinvolge e ci emoziona, ma al tempo stesso siamo fiduciosi di venirne fuori con qualcosa di buono, buono anche per voi che ci state sostenendo ! La nostra speranza è di riuscire ad organizzare una serata di musica, di solidarietà e affetto tra noi e voi e cercheremo di farlo subito dopo la pubblicazione del disco. Il crowdfunding procede, a passo lento ma va avanti. Abbiamo ancora 37 giorni per raggiungere l’obiettivo e ci pare utile ricordare a tutti qual’è la pagina web per sostenere il nostro progetto https://www.becrowdy.com/claudio-lolli-il-grande-freddo
Continuate a sensibilizzare amici e parenti, abbiamo bisogno che l’entusiasmo attorno a questo progetto non si arresti ! Vi aggiorniamo anche rispetto all’idea di pubblicare anche il vinile. E’ una cosa possibile per la quale abbiamo raccolto un preventivo di spesa riguardo a 100 copie numerate. Quindi se decideremo di procedere questo vinile sarà una specie di rarità da collezionisti prima ancora di essere pubblicato. Quelli di voi che sarebbero felici di avere l’edizione in vinile farebbero bene a cominciare a prenotarsi, così ci possiamo regolare meglio. Buon 2017 a tutti voi !!!».

Ma perché IlGrande freddo? Lo spiega direttamente Claudio Lolli

Molti anni fa, ormai devo parlare sempre di molti anni fa, mi capitò di vedere un film che mi è sempre rimasto impresso: ” The big chill”, tradotto come “il grande freddo” che è appunto la title track di questo lavoro. Un film di Lawreence Kasdan, con il grande e un po’ misconosciuto William Hurt. Questa la storia in breve. Un gruppo di ex compagni di college si ritrova, rimpatria, dopo parecchio tempo per un week end nella casa di quello di loro che ha avuto più successo, ha sposato la donna giusta, etc… All’inizio emergono dei contrasti (non tutti hanno avuto successo, non tutti hanno trovato il partner giusto) ma poi il senso di comunità riemerge e con lui il senso di solidarietà, di convivenza affettuosa, chiusi in questa casa, che è naturalmente una specie di famiglia d’origine ma anche di giovinezza.
E’ comunque una protezione dall’esterno in cui-dice un personaggio – c’è”un grande freddo”, freddo che non è naturalmente atmosferico ma piuttosto esistenziale, intimo e, perché no?, politico. “Copriti, con il freddo che fa” cantava Leo Ferré. In questo caso non è possibile coprirsi, meglio stare dentro, tra quegli amici ritrovati, alcuni dalle vite deludenti e spezzate, alcuni più risolti (?) ma che riescono in ogni caso a ritrovare un filo comune che in qualche modo riannoda insieme le loro vite, anche solo per un week end che avrà comunque dei contraccolpi. Questa è la mia idea, o meglio l’idea che ho preso in prestito da questo film. I venti di guerra sono freddi e questo mondo è di nuovo pieno di improvvisi muri di Berlino e di filo spinato dai quali non è facile fuggire. Che cosa vi racconto? Io vi racconto molti personaggi ed i loro disastri esistenziali. Da “Il grande freddo” e “La fotografia sportiva”, in cui ci siamo tutti, passando per un “Prigioniero politico” si può arrivare ad una “Principessa Messamale”. Questo credo senza cinismo ( non mi appartiene) ma solo osservando, constatando e partecipando alle avventure dei miei personaggi. Poi mi è stato chiesto un testo sul partigiano Giovanni Pesce, ma un testo che fosse intimo, sul versante privato. E’ la “Lettera postuma del partigiano Giovanni alla moglie Nori – nome di battaglia Sandra” ( per brevità detto “ Sai com’è” e cerchiamo di immergerci in quel brivido caldo (sempre Kasdan) che probabilmente è stata la Resistenza, la sua fatica e la sua tenerezza. E molto altro.
Come fare tutto ciò? Credo, in accordo con quanto ho scritto, rifugiandosi in una casa (studio) con degli amici: amici di sempre, amici recenti, amici carsici per una musica calda. Così troviamo Danilo Tomasetta, sassofonista e anima organizzativa del progetto, Roberto Soldati chitarrista elettrico, Paolo Capodacqua chitarrista classico, Pasquale Morgante pianista e arrangiatore, i sassofoni sparsi e ipnotici di Nicola Alesini, Giorgio Cordini alle corde aliene e tanti altri che non sto a nominare per non annoiare. Insomma una tribù di persone che per prima cosa possiedono una reciproca autostima ed un reciproco affetto. Poi ci sono io, tra tutti questi arrangiatori e musicanti, che di solito porto su il caffè dal bar e mentre li ascolto continuo a pensare a questo paese, perso tra il nulla ed una sinistra (o pseudo o post) assolutamente autoreferenziale. Apro un po’ la finestra ma la richiudo subito perché gli altri si lamentano: “ Chiudi, non senti che grande freddo c’è la fuori?”.

 

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Pubblicato in Popoff quotidiano

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