Migranti, senza Ong sarebbe un’ecatombe

Migranti, “lavoro eccezionale delle Ong: senza ci sarebbe ecatombe”. Dopo Save the children e Msf, anche Cospe e Cispi parlano di sciacallaggio. Oim: “Il fattore di spinta è la terribile situazione in Libia”

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ROMA – “Accuse inaccettabili, frutto di sciacallaggio politico”. “Una retorica pericolosa che sposta il punto di vista dal reale problema: le morti in mare”. Non si placano le polemiche sui salvataggi dei migranti nel Mediterraneo.  E dopo giorni di silenzio le ong hanno deciso di passare al contrattacco insieme ad alcune organizzazioni internazionali che si occupano della tutela dei richiedenti asilo e rifugiati. A innescare il dibattito sono state le parole del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio che ha accusato chi fa azioni di search and rescue di essere veri e propri “taxi del Mediterraneo”. Ma accuse sono arrivate anche dal procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, che ha parlato di ong nate tra il settembre e l’ottobre 2015 (cinque tedesche, una spagnola e una maltese) dal nulla e che “dimostrano di avere subito disponibilità di denari per il noleggio delle navi, per l’acquisto di droni ad alta tecnologia e per la gestione delle missioni, che sembra molto strano che possano aver acquisito senza avere un ritorno economico”. Infine, la portavoce di Frontex, Izabella Cooper, ieri ha detto che i trafficanti sfruttano “l’obbligo internazionale di salvare vite in mare”. Ma quali sono le ricadute di queste parole? E quanto c’è di vero in queste accuse?

Oim: “Le ong stanno facendo un lavoro straordinario, altrimenti ci sarebbe un’ecatombe”. Secondo Flavio Di Giacomo, portavoce di Oim (organizzazione internazionale delle migrazioni). più che parlare di pull factor (fattore di attrazione) da parte delle ong, bisognerebbe parlare di push factor (fattore di spinta) dovuto alle condizioni di partenza. “Le accuse di attrarre i migranti e facilitare i trafficanti erano già state mosse ai tempi di Mare nostrum – spiega – ma quando l’operazione venne chiusa non abbiamo visto una diminuzione delle partenze, bensì un aumento. In quel periodo ci furono anche più morti, e questo convinse l’Unione europea ad avviare Triton. La verità che più di fattori di attrazione, bisogna parlare di fattori di spinta. E tra questi c’è sicuramente la situazione in Libia: qui i migranti subiscono violenze e abusi, ci sono bande che fanno una vera e propria ‘caccia al nero’. Partirebbero lo stesso anche in assenza di navi da salvataggio”. L’Oim si dice preoccupata dal dibattito in corso: “queste polemiche rischiano di far dimenticare la questione umanitaria, e cioè che salvare vite umane è un dovere etico e morale oltre che giuridico – aggiunge Di Giacomo -. Danno, inoltre, la percezione di qualcosa di profondamente sbagliato favorendo una percezione del fenomeno che non è quella giusta”. Dall’inizio dell’anno sono già quasi mille le persone morte nel tentativo di raggiungere l’Europa a fronte di 35mila arrivi. L’anno scorso il numero era più o meno simile (oltre 900) ma su circa diecimila sbarchi in meno. “Questo vuole dire che le ong stanno facendo un lavoro eccezionale perché in percentuale potrebbero esserci più morti, una vera ecatombe in mare – spiega ancora Di Giacomo -. L’anno scorso su 181mila arriva, 40 mila salvataggi sono stati fatti dalle ong, mentre la maggior parte dalla Guardia Costiera. Va ricordato che tutte le imbarcazioni che operano nel Mediterraneo lo fanno sotto il coordinamento della Guardia costiera, non c’è anarchia, non si fa niente autonomamente. Le ogn sottostanno alle regole della Marina militare”.

Cospe: “Le accuse sono solo sciacallaggio”. Per il Cospe le accuse verso le ong sono “inaccettabili”. “Ma purtroppo non sorprendono – afferma il presidente Giorgio Menchini -. Sorprende, questo sì, che al coro dei calunniatori si unisca con particolare accanimento un’alta carica istituzionale come il vice-presidente della Camera Luigi Di Maio. Sono solo un volgare atto di sciacallaggio politico, ma si inseriscono in una strategia politica e mediatica che vede l’Unione Europea impegnata a spostare gli interventi e l’attenzione dell’opinione pubblica fuori dai nostri confini, come dimostrano lo scellerato accordo con la Turchia prima, quello con il fantomatico governo libico poi e quello con il Niger, che sono a nostro avviso la dichiarazione di fallimento di ogni tentativo di gestione seria del problema dei rifugiati e dei migranti”. Secondo Menchini in questo quadro, le ong “rischiano di essere testimoni scomodi di politiche di esternalizzazione delle frontiere, di respingimenti operati dalla guardia costiera libica, di violazione sistematica dei diritti umani fondamentali lungo le rotte di transito dei rifugiati e dei migranti”. E aggiunge: questi tentativi d’intimidire e screditare l’operato delle ong non ci fermeranno. Se la solidarietà diventa reato per questa Europa, allora siamo tutti colpevoli. Ma non rinunceremo mai alla difesa dei diritti delle persone e alla denuncia delle loro violazioni. Come abbiamo fatto fin dall’inizio, continueremo a sostenere Sos Mediterranée un’operazione di soccorso in mare che esprime l’impegno unitario delle società civili italiana, francese, tedesca.

Cipsi: “Accuse nascondono inadeguatezza delle politiche europee” “”Le accuse contro le ong, costantemente impegnate a tamponare le assenze della politica europea salvando vite nel Mediterraneo, sono strumentali e vergognose. Non solo l’Italia e l’Europa sono tra i principali commercianti di armi nei Paesi dai quali le persone fuggono, ma hanno facilitato e sostenuto gran parte dei conflitti che hanno destabilizzato molti Paesi nell’ultimo decennio – sottolinea Guido Barbera, presidente di Solidarietà e cooperazione, Cipsi – Una presenza concreta e attiva dell’Unione Europea e dei suoi Stati, avrebbe inoltre evitato le oltre 30mila vittime di questi ultimi anni. Le accuse alle Ong che intervengono faticosamente ogni giorno nel tentativo di salvare vite umane, intendono semplicemente scaricare responsabilità dei fallimenti o, peggio ancora, degli interessi politici. L’assenza e il fallimento delle istituzioni internazionali sono indiscutibili! Così come gli interessi di molti Stati. Mentre Frontex si limita a proteggere forzatamente i confini e l’Europa assiste indifferente, non è lecito attaccare il mondo del volontariato. Soprattutto, denuncia Barbera, non si cerchino voti e non si faccia campagna elettorale sulla pelle della gente! Basta menzogne e falsità sulle migrazioni e le conseguenze nei nostri territori! Si può solo parlare, come ha fatto papa Francesco davanti al dramma dei profughi, di vera “vergogna”. In questi giorni anche altre organizzazioni come Save the children e Medici senza frontiere sono intervenuti nella polemica rispondendo alle critiche, punto su punto. (ec)

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