Attac: «Liberi e uguali, perché no?»

Università popolare di Attac Italia “Liberi e uguali: un mondo possibile?”. A Milano il 13 e 14 maggio

di Marco Bersani

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La ragione fondamentale per cui in alcune epoche della mia vita ho avuto qualche interesse per la politica o, con altre parole, ho sentito, se non il dovere, parola troppo ambiziosa, l’esigenza di occuparmi di politica e qualche volta, se pure più raramente, di svolgere attività politica, è sempre stato il disagio di fronte allo spettacolo delle enormi disuguaglianze, tanto sproporzionate quanto ingiustificate, tra ricchi e poveri, tra chi sta in alto e chi sta in basso nella scala sociale, tra chi possiede potere, vale a dire capacità di determinare il comportamento altrui, sia nella sfera economica sia in quella politica e ideologica, e chi non ne ha”. Così scriveva Norberto Bobbio, filosofo e giurista, negli ultimi anni della propria vita.

D’altronde, per quasi due secoli, dalla Rivoluzione Francese a quasi tutto il ‘900, il concetto di uguaglianza ha forgiato la storia e messo in movimento idee, persone, popoli e continenti.

Eppure, nonostante una storia così importante, con l’affermarsi negli ultimi trent’anni del modello neoliberista, il concetto di uguaglianza è progressivamente scomparso dall’agenda politica, rimosso da un intero mondo valoriale, che fino ad allora si definiva “sinistra”, ansioso di dimostrare la propria accettazione e subalternità al pensiero unico del mercato.

Un processo che ha visto spostare il baricentro dell’iniziativa politica dall’”eguaglianza sostanziale” (considerata obsoleta, dopo i fallimenti del “socialismo reale”) alla più moderna e liberal “eguaglianza delle opportunità”, dall’attenzione alle fasce deboli della popolazione a una visione sempre più preoccupata di non spaventare i piani alti del potere.

È d’altronde vero come tutte le esperienze sociali e politiche messe in campo sulla base del concetto di uguaglianza, dalla Rivoluzione d’Ottobre in poi, si sono strutturate su una definizione monoculturale, riduttiva e unilaterale dell’uguaglianza, tale da giustificare una gestione autoritaria e totalitaria della realizzazione e distribuzione della stessa.

Ma rimane ugualmente incredibile il processo di rimozione avvenuto, nel nome di una libertà, presto trasformatasi non nella definizione di una nuova soggettivazione, bensì nella deificazione della libertà del mercato (“libere volpi in libero pollaio”).

Così, mentre l’economia contemporanea si è trasformata da attività di produzione di beni e servizi in economia basata sul debito, con le attività finanziarie che si sono progressivamente “autonomizzate”, investendo non più solo l’economia, ma l’intera società, la natura e la vita stessa delle persone, la forbice tra i pochi che possiedono tutto e la gran parte delle popolazioni che non hanno nulla si è allargata a dismisura.

È possibile in questo contesto provare a riaprire una riflessione sulla libertà e sull’uguaglianza, senza immaginarli come concetti polarizzati e alternativi fra loro?

È possibile rimettere al centro dell’iniziativa politica l’uguaglianza come base della giustizia sociale senza deprimere l’individuazione e la differenza?

Noi pensiamo di sì ed è all’approfondimento di questi temi che abbiamo dedicato l’Università popolare di AttacItalia, che terremo il 13 -14 maggio 2017 a Milano.

Un percorso di quattro seminari così delineati:

Il primo seminario L’uguaglianza 100 anni dopo la Rivoluzione d’Ottobre” vedrà intervenire Adalgiso Amendola (professore di Scienze Politiche università di Salerno e di EuroNomade), che ragionerà proprio su cosa è rimasto e come si possa rifondare il concetto di uguaglianza; Maria Luisa Boccia (scrittrice e femminista) che ragionerà sul concetto di uguaglianza e su come il movimento delle donne ne abbia rivoluzionato gli schemi; Simone Pieranni (giornalista del Manifesto), esperto di Cina, che ragionerà sulle contraddizioni di quel Paese, proprio in merito al concetto di uguaglianza.

Il secondo seminario “La trappola del debito motore delle diseguaglianze”, ragionerà sull’economia a debito e su come sia strutturata sulla produzione delle diseguaglianze, con Andrea Fumagalli (professore di Economia università di Pavia) e con Francesca Coin (sociologa università di Venezia) che ne declinerà la concretezza sul caso Grecia.

Il terzo seminario “Liberismo e diseguaglianze sociali e ambientali”approfondirà ulteriormente come le diseguaglianze siano la base del modello liberista, con gli interventi di Guido Viale (economista e giornalista) sugli aspetti sociali e della migrazione e di Mario Agostinelli (ecologista e sindacalista) sugli aspetti ambientali.

Il quarto ed ultimo seminario Uscire dalla diseguaglianza: risposta sovranista/populista o alternativa dal basso” proverà ad entrare nel dibattito politico attuale, con Marco Schiaffino (Attac) che proverà ad analizzare la risposta sovranista/populista sulla scorta dell’affermazione di Trump, Gigi Malabarba che delineerà l’alternativa dal basso a partire dall’esperienza della fabbrica recuperata RiMaflow, Flavia Ruggieri che la delineerà sulla base dell’esperienza di Decide Roma e Marco Bersani (Attac) che porterà le riflessioni dell’associazione in merito, a partire dalle linee guida della sua azione.

Un percorso che crediamo interessante e a cui speriamo vogliate partecipare.

Intanto, benvenuti!

 

 



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