Roma, sgomberato Baobab. E’ la diciottesima volta

Baobab ancora sotto sgombero alla vigilia della Giornata mondiale del Rifugiato. Tra le vittime Moustapha, il ragazzo pestato dalla polizia nello sgombero di via di Vannina

di Ercole Olmi

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“Sgombero in corso a Piazzale Maslax, accorrete”. Il tam tam comincia così poco dopo le otto: per la diciottesima volta in diciotto mesi è stato sgomberato il presidio di Baobab Experience, a ridosso della Stazione Tiburtina di Roma. Migranti in regola, con documenti e appuntamenti fissati dalle commissioni, caricati sui pullman senza la presenza dei mediatori culturali. Gli stessi migranti sono costretti a rimuovere le tende senza alcun mandato di sequestro. Benvenuti nella Roma di Raggi. Lo sgombero è stato deciso dalla questura ma la sindaca è incapace di qualsiasi risposta se non quella di ingaggiare un derby razzista con Casapound che, nello stesso quadrante di Roma ha annunciato l’ennesima pagliacciata lugubre contro i rifugiati del Tiburtino III.

«Tra i migranti portati in via patini c’è anche Moustapha, il ragazzo pestato dalla polizia nello sgombero di via di Vannina – spiegano gli attivisti – Mustapha dormiva al baobab perché oggi aveva una visita al policlinico Umberto I, visto che è una settimana che non riesce a farsi vedere. Documenti regolari e il rischio di perdere un occhio non sono bastati alla polizia, nonistante li avessimo informati durante tutto il tempo dello sgombero. Vigiliamo sulla situazione senza tregua. È accanimento inumano, questo».

Dicono ancora sui social: «Il mandato dello sgombero deriva direttamente dalla questura. Non avevano alcun mandato di sequestro dei beni. Abbiamo minacciato di denunciarli e ci siamo seduti per terra per bloccare l’accesso all’Ama. Sono intervenuti anche i senatori Manconi e Cervellini e il deputato Fassina.  L’Ama si è allontanata, la questura ha chiamato in causa Ferrorie delle Stato, proprietari del piazzale, intimando di chiudere l’area.  Sono tornati alcuni ragazzi da via Patini dichiarando che per poter essere rilasciati sono stati obbligati a firmare un documento di cui ignorano il contenuto perché non c’era nessun mediatore presente. Stato di polizia.Abbiamo filmato le dichiarazioni. Seguirà denuncia».

Dall’opposizione il Pd fa un figurone mentre la memoria torna a due anni fa quando era al governo della città e dello stesso municipio e faceva passare le ruspe sulle baracche poverissime di Ponte Mammolo. Commentano ora due consiglieri del Pd, Piccolo e Corrado: «Come fossimo in un macabro gioco, l’accoglienza del Comune di Roma ripassa sempre per il Via, e il via sono le camionette della polizia a Via Chiaromonte per portare via piccole tracce di umanità che la Sindaca Raggi continua a non voler vedere. Ci domandiamo l’utilità di queste azioni buone solo a riempire i camioncini dell’Ama di tende e vestiti regalati dai cittadini romani ai ragazzi del Baobab. Resta l’incapacità della Giunta 5 stelle a governare una situazione di fatto e a dare un senso all’accoglienza in città. Come ormai noto Roma può e deve accogliere di più e meglio nel rispetto degli accordi nazionali, e invece continua ad andare in scena un film già visto, un accanimento che evidentemente non sta risolvendo il problema e che anche oggi fa già immaginare che non finirà qui. Lo sgombero di oggi vedrà aumentare la pacifica resistenza dei cittadini romani che continueranno a donare tende e vestiti ai ragazzi di Via Chiaromonte e la risposta del Comune di Roma tra qualche giorno sarà la solita indifferenza di chi girato di spalle si limiterà ad inviare nuovamente sul posto gli addetti Ama che invece di andare a pulire la città, ormai sommersa dai rifiuti, vengono costretti a distrarre le loro ridotte forze di mezzi e uomini per smantellare la precaria esistenza di ragazzi sfuggiti da tortura e morte e che oggi cercano se stessi nella possibilità di una seconda e nuova vita. Tra Aylan e i manganelli, Roma sceglie #maipiùAylan mentre la Sindaca sceglie i manganelli».

Così, la città di Roma giunge alla Giornata mondiale del Rifugiato del 20 giugno: due gli appuntamenti di piazza: dalle ore 18, in piazza del Pantheon (contro Minniti-Orlando, gli hotspot, le politiche razziste, le retate e i rastrellamenti) e la “Giornata sulla Buona accoglienza” promossa dal Forum del III settore Lazio in piazza dell’Immacolata dalle 17. «Ci confronteremo con operatori, volontari, rifugiati e rappresentanti del Municipio Roma II, per rilanciare insieme un nuovo Patto su accoglienza ed integrazione, che coniughi rispetto della legalità e diritti delle persone», spiega Francesca Danese, portavoce del Forum

Piazza dell’Immacolata, nel cuore di San Lorenzo, si aprirà al dialogo ed alla condivisione. In cartellone i Ladri di carrozzelle nel concerto “Stravedo per la vita”, Tony William e le percussioni del centro diurno Accademia dello Zazer e dall’Afghanistan Samir Samini.

Verrà assegnato un premio speciale dal Municipio II all’Esercito della Salvezza e ai baristi che hanno aderito alla campagna del “Cappuccino sospeso”. Ci saranno i referenti Asgi e l’associazione Avvocati di strada sarà presente con un punto informativo. Con noi anche i referenti di ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione).

Cena in piazza grazie alle donne rifugiate del centro di Via del Frantoio in sinergia con il progetto “Stasera usciamo noi” dell’Associazione La G.R.U, e con le birre analcoliche di produzione artigianale offerte da Semi di Libertà Onlus.

Scrive Europe4All dando invece appuntamento al Pantheon: A Roma assistiamo ad un intensificarsi di operazioni di “pulizia”, dalle stazioni, Termini e Tiburtina a Piazza Vittorio. Non si risparmiano, in nome del decoro, retate e rastrellamenti. Si preferisce dare vita ad una forsennata caccia all’uomo per le vie del centro invece di regolarizzare la posizione dei lavoratori ambulanti: così è morto Niam Maguette, lavoratore senegalese stroncato da un infarto mentre fuggiva dai vigili urbani. Vorremmo ritrovarci anche a Roma il 20 giugno per prendere parola come Roma meticcia e solidale, per concludere la giornata, al tramonto, assieme ai tanti, migranti e italiani, che osservano il Ramadan e che continuano ad essere ingiustamente perseguitati ed esclusi e spesso, privati di dignità e diritti».

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