Bologna, riprendiamoci Labas! La diretta

#RiapriamoLabàsA un mese dello sgombero violento, manifestazione a Bologna per Làbas e gli altri. La diretta di Radio Sonar e Radio Città Fujiko

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«Bologna capitale degli sgomberi si è risvegliata vigliaccamente ad agosto, per rendere questa città più povera colpendo i centri sociali
Làbas e Crash e, dunque, colpendo ancora una volta chi si autorganizza per produrre conflitto sociale, libera socialità, cultura indipendente e solidarietà dal basso», scrivono Vag61 – Spazio libero autogestito, Palestra Popolare Vag61, CentroDoc “Lorusso-Giuliani”, Resistenze in Cirenaica ed Smk Videofactory, alcune delle realtà che hanno lanciato la manifestazione di oggi pomeriggio a Bologna. «Con “RiapriamoLàbas”, l’altra Bologna ha l’occasione di dimostrare che neanche una giornata buia come quella dell’8 agosto può essere sufficiente a soffocare il desiderio di libertà che anima e fa vivere ogni spazio sottratto all’abbandono e trasformato in preziosa esperienza di autogestione.

C’è in gioco molto. C’è in gioco la possibilità di non arrendersi all’idea che un’intera città possa essere lasciata in balia di Questura e Procura, articolazioni locali di una più ampia strategia politica nazionale tutta orientata alla definizione di uno spazio pubblico in cui paura, emergenza, militarizzazione ed esclusione diventano sempre più leve facili da usare per imporre interessi economici e politici. In questo contesto riaprire Làbas, riaprire Crash, difendere Xm24 e le altre esperienze di autogestione significa riaprire la città. Invertire la rotta rispetto ad un processo, sempre più evidente, che vorebbe rinchiuderla in un recinto angusto in cui c’è spazio solo per vuote retoriche legalitarie, soliti affari, speculazione, grandi opere e grandi eventi. C’è in gioco molto di più del destino di uno o più spazi sociali. C’è in gioco la volontà, a cui è necessario opporsi, di spazzare via chiunque non si dimostri pronto a stare al gioco.

Non si tratta di misurare il consenso attorno a questa o quell’altra esperienza sociale. Non si tratta di definire il valore di un progetto di autogestione in base ai “servizi” che produce, a maggior ragione di fronte alla volontà di imbrigliare le pratiche di autorganizzazione nella burocrazia dei bandi e di monetizzare ogni cosa (“Sostieni un centro sociale? Allora pagagli la sede”). Non si tratta di aggirare la realtà agitando lo spettro di una finta concorrenza tra realtà associative in cerca di una sede, in una città piena di immobili abbandonati alla polvere (e di chi è la responsabilità?). Si tratta di difendere unospazio comune, seppure attraversato da percorsi molteplici e diversi. Si tratta di dimostrare ancora una volta che l’altra città esiste e di fare in modo che continui ad esistere.

Sarà per noi un altro “(non)indipendence day”. Saremo in piazza per riaprire Làbas e perchè sappiamo bene che l’attacco ad uno spazio libero è un attacco ad ogni spazio libero. Saremo in piazza per il futuro della città.

Tra le adesioni Acad e Radiosonar che manderà in diretta web la giornata

Come riporta Radio Città Fujko, emittente bolognese di movimento (qui la diretta di oggi),

Alla vigilia della manifestazione #RiapriAmoLàbas, che si annuncia molto partecipata, gli attivisti hanno scritto al primo cittadino ribadendo le loro richieste. Il sindaco Merola, che in queste settimane si è mosso tra il riconoscimento dell’esperienza del centro sociale e l’irrisione verso gli appelli in sua difesa, ha risposto per iscritto al collettivo, di fatto raccogliendo le richieste avanzate.
“A partire dai prossimi giorni – si legge in un passaggio saliente della lettera di risposta del primo cittadino – sono disponibile ad intraprendere un percorso per individuare una soluzione transitoria entro due mesi che consenta di realizzare gli obiettivi del vostro progetto attraverso le attività di maggiore interesse per la comunità, utilizzando gli strumenti normativi di cui l’amministrazione comunale dispone”.

La mossa del primo cittadino servirebbe così anche a scongiurare una nuova eventuale occupazione durante la manifestazione di domani. Manifestazione che si terrà comunque e che, secondo una nota dello stesso Làbas, sarà “una grande giornata di democrazia, di partecipazione e di festa”.
Nel suo comunicato, inoltre, il centro sociale riconosce che il risultato è stato raggiunto grazie alla straordinaria solidarietà che è stata ricevuta. Indi per cui “questo è solo l’inizio di un processo politico che ha coinvolto un ampio pezzo di Bologna e non solo, fatto di liberi cittadini, associazioni, sindacati, organizzazioni politiche e centri sociali, che è andato ben oltre Làbas parlando di un’altra idea di città”.

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