Malapolizia, carabiniere uccide la persona che aveva arrestato

3 commenti

Mauro Guerra stava male. Ma i carabinieri che dovevano portarlo in ospedale lo uccidono.  I familiari denunciano ad Acad una storia di malapolizia

di Ercole Olmi

image

“Tragedia nel padovano”, gridano le agenzie, ma è malapolizia, dove un uomo, Mauro Guerra, 33 anni, è morto colpito da un proiettile partito dalla pistola di un carabiniere, e un altro militare è rimasto gravemente ferito (ma non è in pericolo di vita) nella colluttazione con la vittima. “Ancora non chiare le fasi”, raccontano le agenzie, dicendo che “la stessa Arma sta svolgendo accertamenti”. Una prima versione riferiva di carabinieri che tentavano di convincerlo ad andare in ospedale per curarsi, da lì un colpo al torace o, in un’altra versiobe, una pistolettata su un fianco.

Ma i familiari, con una telefonata all’alba di stamattina, al numero verde di Acad, riferiscono una storia diversa: «Abbiamo la testimonianza di diverse persone che erano lì – racconta una parente – i carabinieri hanno la loro versione ma noi abbiamo i testimoni. Mauro era stato bloccato, già gli era stata infilata una delle manette ma il carabiniere lo avrebbe aggredito e lui ha reagito. Non so cosa gli abbia detto ma è vero che Mauro lo ha colpito, due-tre pugni, non so. Così si è divincolato, si è girato ed è andato via quasi camminando… camminava… ma gli ha sparato alle spalle. E gli altri carabinieri, che erano a cento metri, quando sono arrivati, hanno continuato a prenderlo a calci quando già era a terra!».

Guerra non stava bene. Abbatterlo era l’unica cosa da fare? E’ il solito inquietante interrogativo al cospetto di una storia che ricorda sinistramente altri casi che hanno visto protagonisti uomini in divisa e vittime persone che avevano bisogno di un medico anziché di piombo. E’ un nuovo caso di malapolizia? A fare i rilievi, appunto, i colleghi di chi lo ha ucciso. E’ una costante in casi del genere. «Nemmeno un cane si ammazza in questa maniera. Lo avete ucciso voi, vergognatevi!», sente dire il cronista di un giornale locale che riporta anche i dubbi degli amici della vittima: «Mauro non era pericoloso. Come si fa a uccidere un ragazzo in quella maniera così brutale? Vogliamo verità, per il nostro amico».

È accaduto a Carmignano Sant’Urbano, in un campo di sterpaglie, appena trebbiato. Secondo le agenzie, sono stati gli stessi familiari della vittima a chiamare il 112 e il 118, segnalando che il parente era fortemente esagitato. Prosegue il dispaccio: “Un fatto, questo, non nuovo alle forze dell’ordine e ai medici che più volte sono intervenuti in quanto Guerra, conosciuto come persona ‘disturbata’, quando andava in escandescenza offendeva, malmenava e minacciava la sorella e la madre. Giunti sul posto, i medici e i carabinieri hanno cercato di convincere l’uomo a seguirli per andare in ospedale per le cure del caso. Guerra, alto 1,90 e 130 kg di peso, piuttosto muscoloso, aveva gli occhi ‘spiritati’, parlava con difficoltà e farneticava. Sembrava che fosse d’accordo ad andare in ospedale, ma giunto all’ambulanza, d’improvviso, si è divincolato, scaraventando a terra alcuni militari e fuggendo verso i campi. Gli investigatori l’hanno rincorso, ma solo uno di essi è riuscito a raggiungerlo e a placcarlo a terra. La reazione di Guerra, ex carabiniere, a detta dei presenti, è stata abnorme: ha preso a calci e pugni il militare colpendolo poi alla testa con un corpo contundente. Un altro carabiniere, sopraggiunto nel frattempo, ha visto il collega a terra e pieno di sangue ed ha estratto la pistola d’ordinanza sparando due volte in aria. Ha poi premuto il grilletto una terza volta – non è stato ancora chiarito se ha puntato verso l’uomo o il colpo è partito accidentalmente – e il proiettile si è conficcato su un fianco di Guerra. A nulla è valso l’intervento dei medici dell’ambulanza che hanno tentato di salvare l’uomo che è morto quasi subito». Del fatto è stata informata l’autorità giudiziaria di Rovigo. Proseguono gli accertamenti da parte del Nucleo investigativo dei carabinieri per accertare la dinamica dei fatti. Il militare rimasto ferito – frattura al cranio, alla mandibola e a sei costole – è ricoverato in ospedale e le sue condizioni di salute sono state considerate serie dai medici, ma non è in pericolo di vita.

Non c’è stata alcuna lite in famiglia, non si capisce chi abbia allertato i carabinieri e l’ambulanza e il modulo per il Tso non avrebbe in calce né la firma di un medico né le firme delle autorità del comune. Mauro Guerra è morto in mutande e calzini, s’era appena fatto la doccia, per sottrarsi alla parata di carabinieri e infermieri che lo aspettava sotto casa, in una frazione di Sant’Urbano. Gli ha sparato un carabiniere da due metri, almeno, mentre provava ad allontanarsi in un campo di sterpaglie.



Torna alla homepage

Pubblicato in Malapolizia

Articoli sullo stesso argomento:

3 Commenti

  1. «Neanche un cane si ammazza così»? Il leone Cecil, l’orsa Daniza, i morti di polizia e l’indignazione selettiva nella società dello spettacolo - Osservatorio sulla Repressione

    […] «Neanche un cane si ammazza così. Lo avete ucciso, lo avete ucciso». Sono queste le parole pronunciate dalla sorella di Mauro Guerra, il ragazzo di 33 anni ucciso da un carabiniere qualche giorno fa, a Padova. L’omicidio di Mauro Guerra viene descritto dal «Mattino» di Padova (leggi) in questo modo: «Laureato in Economia aziendale, dipendente di uno studio di commercialista di Monselice, buttafuori per arrotondare in un locale di lap dance, pittore e designer per passione, è morto dissanguato dopo che un colpo di pistola gli ha oltrepassato il fianco destro». Un colpo facente parte di una serie di 3-4 che gli ha sparato contro un carabiniere (non un appuntato qualsiasi, ma un maresciallo, il comandante della locale stazione), mentre era nudo, scalzo e disarmato. La sua colpa? Quella di aver rifiutato un trattamento sanitario obbligatorio (tso) per motivi psichiatrici, di essere fuggito di corsa nei campi e di essersi opposto al tentativo di arresto e alla violenza del brigadiere che lo aveva ammanettato (leggi). […]

  2. «Neanche un cane si ammazza così»? Il leone Cecil, l’orsa Daniza, i morti di polizia e l’indignazione selettiva nella società dello spettacolo «

    […] «Neanche un cane si ammazza così. Lo avete ucciso, lo avete ucciso». Sono queste le parole pronunciate dalla sorella di Mauro Guerra, il ragazzo di 33 anni ucciso da un carabiniere qualche giorno fa, a Padova. L’omicidio di Mauro Guerra viene descritto dal «Mattino» di Padova (leggi) in questo modo: «Laureato in Economia aziendale, dipendente di uno studio di commercialista di Monselice, buttafuori per arrotondare in un locale di lap dance, pittore e designer per passione, è morto dissanguato dopo che un colpo di pistola gli ha oltrepassato il fianco destro». Un colpo facente parte di una serie di 3-4 che gli ha sparato contro un carabiniere (non un appuntato qualsiasi, ma un maresciallo, il comandante della locale stazione), mentre era nudo, scalzo e disarmato. La sua colpa? Quella di aver rifiutato un trattamento sanitario obbligatorio (tso) per motivi psichiatrici, di essere fuggito di corsa nei campi e di essersi opposto al tentativo di arresto e alla violenza del brigadiere che lo aveva ammanettato (leggi). […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati

EN PASSANT
  • Tedesco, di origine iraniana, fa strage all’americana ispirandosi a un norvegese
  • E' la globalizzazione
immaginazioni
Ads by Google
Terza pagina
Culture