Mare Nero in tour. Ecco le date di Alessio Lega

Il nuovo disco di Alessio Lega, Mare Nero, e il tour che inizierà all’Arciliuto di Roma

di Francesco Ruggeri

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Il Mare Nero approda all’Arciliuto di Roma il 7 giugno per poi replicare il 9 alla Scighera di Milano e sabato 10 a Torino, al Polski Kot.

Nel teatrino romano – che si distingue per attenzione alle proposte musicali – approda, col suo nuovo disco, questo “piccolo classico” della canzone d’autore impegnata.
Mare Nero è il nuovo disco di canzoni originali di Alessio Lega, moltiplice nella forma e imprevedibile nel suono. Lo presentano con un inedito spettacolo dal vivo Alessio e il polistrumentista Rocco Marchi, fido scudiero musicale e suo collaboratore di lunghissima data (nonché produttore artistico del disco).
l loro concerti sono da sempre spettacoli giocosi, lontani dall’autoreferenzialità un po’ mesta di troppa musica che “gira attorno”. Le loro canzoni sono invece senza compromessi, che trattino di colonialismo italico o di “Porrajmos” (lo sterminio degli zingari), di angeliche matte o poveri diavoli, del ladro Mario che scappa in bicicletta (rileggendo un classico di Dario Fo e Fiorenzo Carpi) o di un Mare Nero che riguarda più l’avvocato anarchico Pietro Gori che Lucio Battisti.
Una sessione di sorrisi e lacrime, orchestrati dalla presenza teatrale del cantante, che racconta, sussurra, ringhia e del musicista che con strumenti usati come giocattoli e giocattoli usati come strumenti (diamonica, glockenspiel, basso, percussioni) tesse la colonna sonora di tante piccole storie e grandi vite.

«Alessio è un cantautore: racconta storie attraverso le canzoni e ha, a livello culturale e umano, grande formazione, è una persona dal mio punto di vista importante per questo paese e per la sua cultura», ha avuto a dire Ascanio Celestini.

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Di Mare Nero, Popoff ha già proposto il video, in anteprima, di Ambaradan, il brano che smaschera la retorica degli “italiani brava gente” rivelando la violenza del colonialismo nostrano. Stavolta ci soffermiamo su Mare Nero: «la canzone del titolo, appartiene alla mia preistoria – dice lo stesso Lega, leccese classe 1972 – è un brano scritto nel lontano marzo del 1998, in un momento di tristezza (non so se ricordate i tre pionieri della lotta No-Tav Squatter arrestati, due dei quali si erano suicidati) ma anche di esaltazione per la reazione collettiva.
Io avrei abbandonato questo brano da lungo tempo, se non fosse che il pubblico se ne è innamorato… e non necessariamente solo il pubblico più politicizzato.
Forse “Mare Nero” riesce ad essere quello che vuole essere: il tentativo di scrivere un “nuovo inno politico”, retorico e ironico insieme, consapevole della sua famiglia di appartenenza (“Nel fosco fin del secolo morente”, “Addio Lugano”, “La locomotiva”, ecc.) ma anche in qualche modo un po’ post-moderno nel linguaggio.
Dopo quindici anni buoni di tentativi, siamo riusciti a trovare una chiave che ne permettesse la registrazione in studio: siamo sulla nave dei pirati!».

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