Elezioni, e se ci fosse un’alternativa anche a Pisapia e Bersani?

Cremaschi sulle prossime elezioni: «Dobbiamo rassegnarci a questo triste scenario dove si rappresenterà uno scontro tra diverse versioni della stessa politica?

di Giorgio Cremaschi

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La dico in sintesi: le prossime elezioni si preparano con uno spareggio nel centro sinistra tra Gentiloni, Renzi e Minniti, nel centrodestra tra Berlusconi Salvini e Tajani, i vincitori sfideranno Di Maio. Fuori starà Pisapia, che con tutti i fuorisciti dal PD e dalla sinistra radicale spera di rifare il centrosinistra di Prodi. Questa contesa entusiasmante si svolgerà al massimo tra il 50% dell’elettorato, perché oramai il popolo che una volta più votava in Europa, ora diserta le urne.
Ci dobbiamo rassegnare a questo triste scenario? Dove si rappresenterà uno scontro violentissimo tra diverse versioni della stessa politica, o tra alternative sempre più inconsistenti.
Io vorrei non rassegnarmi, vorrei partecipare alla costruzione di una alternativa vera, che non avesse paura di dire no alla guerra e all’austerità e ai poteri e agli strumenti, NATO UE Euro, che ce le impongono. Un’alternativa fondata sulla dignità e i diritti del lavoro, sul pubblico e sulle nazionalizzazioni. Un’alternativa che quando usasse la parola “prima” lo facesse solo per i poveri e gli sfruttati, senza distinzioni di sesso o razza. Un’alternativa che avesse il coraggio di rifiutare e mettere in discussione tutte le bugie e le leggi di trent’anni di dominio del pensiero unico liberista. Un’alternativa che non avesse alcun bisogno di chiedere approvazione a Cernobbio, ai meeting di CL, alla Confindustria, al tavolo dei banchieri qui e a Bruxelles. Non ne avrebbe bisogno, perché lor signori la capirebbero benissimo.
Ecco vorrei un’alternativa che fosse tale, che pensasse al presente e finalmente anche al futuro e che non avesse alcuna paura di andare controcorrente. È il sogno isolato di un acchiappanuvole il mio?

 

 

 

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1 commento

  1. Aldo Rotolo

    No compagno Giorgio, il tuo non è il sogno di un acchiappanuvole, posto che acchiappar le nuvole è uno sport per niente male, il fatto è che chi non lotta ha già perso in partenza e questo tu lo sai benissimo, altrochè, lo sai da tutta la tua vita militante.
    Il problema in questa temperie politica e culturale di arretramento generale della classe e delle sue istanze e di egemonia del pensiero liberale, oggi anche delle sue propaggini più becere, è trovare il bandolo della matassa per rovesciare le minchiate, che lorsignori ci propalano a vagonate, sulle loro teste e dirgli e fargli una lotta prima, o meglio – insieme, culturale, di senso e di segni, e di massa: sugli assi strategici dell’economia e dei diritti.
    Chessò una delle idee portanti potrebbe essere: a che servono le organizzazioni statuali e la politica stessa se non a dover fare vivere meglio i cittadini e aiutarli sulla via della realizzazione collettiva e personale? In somma per la felicita!

    un abbraccio fraterno
    Aldo Rotolo

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