«Lenin prigioniero». Il Corriere della Sera e le fake news di cent’anni fa

«Probabile che il regno di Lenin abbia a durare pochi giorni». E poi: «Lenin prigioniero di Kerenskij» Stralci dal Corriere della Sera del novembre 1917

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«Nei circoli bene informati russi di Parigi tra i più liberali e meno sospetti di zarismo, le gravi notizie di Pietrogrado non hanno sollevato eccessiva apprensione, poiché si considera che per forza da questo eccesso di male uscirà la reazione che recherà l’ordine nel Paese. Si stima che è forse meglio che la situazione intollerabile che regnava a Pietrogrado da qualche settimana abbia dato luogo ad una vera guerra civile nella regione di Pietrogrado, poiché non si dubita che gli elementi dell’ordine avranno il sopravvento. […] Vi sono certamente ancora in Russia uomini energici, truppe patriottiche, forze morali intatte. Sarebbe sorprendente che il colpo di mano riuscito ad una minoranza audace di Pietrogrado sigillasse definitivamente i destini della Russia. Sembra ad alcuni più probabile che il regno di Lenin abbia a durare pochi giorni, per precipitare poi nell’impotenza e nell’obbrobrio».
Corriere della Sera, 10 Novembre 1917

CORRIERE 16 NOVEMBRE 1917
Lenin sarebbe stato ARRESTATO
Parigi, 15 novembre.

Il New York Herald ha da Copenaghen: «la Legazione di Russia conferma che i « bolsceviki » sono stati battuti a TsarskoeScioKerenskij
 è padrone di Pietrogrado e Lenin è stato fatto prigioniero. Nessun straniero è ferito. » Altri giornali hanno dalla stessa fonte: « A Mosca le truppe del generale Homiloff si sono impadronite del Cremlino (…)» D’altra parte il Journal ha da Stoccolma: » Si apprende che ogni comunicazione con Pietrogrado fu. improvvisamente interrotta martedì alle 8.20. Nessuna risposta ai segnali è stata più ottenuta (… )» (Stefani).

CORRIERE, 18 NOVEMBRE 1917
Il marchese Cariotti, ambasciatore d’Italia a Pietrogrado, stato trasferito a Madrid, è giunto a Stoccolma. A reggere l’Ambasciata italiana di Pietrogrado è stato inviato il marchese Tornasi della Torretta. Il Daily Chronicl
e riceve dal suo corrispondente da Stoccolma qualche notizia che il marchese Cariotti ha dato sulla situazione russa. Il nostro ambasciatore dichiarò che la rapidità con la quale il movimento massimalista si è diffuso in Russia è dovuta al fatto che il massimalismo fa appello alle messe ignoranti per mezzo di due idee che esse comprendono e accettano facilmente: 1° la distribuzione delle terra; 2° la pace immediata. Ma sono idee tanto facili ad essere enunciate, quanto difficili ad essere realizzate. Le disillusioni verranno presto e la disgregazione dei massimalisti sarà altrettanto rapida, quanto lo è stato il loro incremento. I massimalisti avranno altre delusioni: essi promisero la rivoluzione in Germania, sulla quale basano le loro speranze di una pace democratica; ora il fatto è che la rivoluzione in Germania non è prossima ed è anche poco probabile. Il socialismo tedesco appoggia il Governo imperialista e rimane irremovibile, nonostante.

Nota di Popoff: è bene ricordare che il Corriere della Sera, anche all’epoca, non era il grande giornale indipendente come il marketing di Via Solferino ha sempre cercato di spacciare. Era il principale giornale interventista, fautore dell’immane massacro passato alla storia come prima guerra mondiale in nome dell’arricchimento di grandi gruppi industriali come Ansaldo, Pirelli, Fiat, una responsabilità che il giornale al tempo più diffuso in tutta Italia e modernamente organizzato si porta scritta nel dna. Luigi Albertini era il suo direttore, molto capace nelle relazioni sociali, per alcuni pettegolo e non sempre attendibile, ma indubbiamente efficace nel coagulare gli interessi degli industriali e collegarli con quelli del Re e della Corte e dei militari. Oggi diremmo che è un giornale dei poteri forti. Grazie a Francesco Bachis per la ricerca



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