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Pisa ha i daspo urbani. Il decoro è la guerra ai poveri



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2 Commenti

  1. pellerey mario

    a parte chiacchere e razzismo, se i senegalesi vogliono vendere la loro merce chiedano la licenza e paghino le tasse, se io mi mettessi in un androne della esselunga a vendere verrei subito arrestato…i cittadini di Ferrara che si lamentano dello spaccio e delle biciclette sentinella……..beh basta mettere una corda a terra e quando passano tirarne il lembo………lo si puo fare da una cantina, da una auto……..

  2. Enzo

    La violenza che lo Stato, le amministrazioni locali e i servitori dei prepotenti esercitano sui cittadini-pecoroni, ha superato ogni limite di sopportazione. Queste istituzioni lerciume o se preferite “tiranni democratici” iscritti al libro paga degli italiani, hanno dimostrato, ancora una volta, la loro incapacità di fare delle leggi sensate che non prevedano, sempre e comunque, la condanna a priore dell’unico imbecille che non reagisce e sopporta ogni cosa, il cittadino onesto e operoso.
    Se il mio giudizio ha una valenza, il daspo è una nuova tassa caricata sul groppone del contribuente, destinata a rimpinguare le casse comunali e fare felice chi allunga le mani sul denaro pubblico.

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